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L'Archivio Storico dell'INA è costituito per la salvaguardia della memoria storica
e per l'identità dell'Istituto. Il patrimonio documentario viene messo a disposizione
dei colleghi del Gruppo Generali e della comunità scientifica nazionale e internazionale,
secondo le modalità previste dal Codice di deontologia definito dal Garante per
la protezione dei dati personali. |
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La costituzione dell’ Archivio Storico INA viene deliberata nell’aprile del 1961
in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario della nascita dell’Istituto.
L’11 aprile dello stesso anno viene spedita una lettera del Direttore Generale
Casali a tutti i dirigenti con allegato un questionario al quale deve essere data
“la massima diffusione".
In questo si precisa che fra “le iniziative a carattere culturale promosse dall’INA
in occasione delle ricorrenze cinquantenarie della sua istituzione, è stata prevista
la realizzazione di un Archivio Storico , nel quale saranno conservati documenti”
e “al fine di agevolare una più approfondita ed estesa ricerca del materiale in
questione, si rivolge un appello a tutto il personale che, facendo parte dei settori
del Centro o della periferia, è nella condizione di dare indicazioni oppure di
fare pervenire il materiale medesimo alla Direzione Generale, Segreteria Particolare,
Ufficio del Cinquantenario. Questa Direzione confida nella fattiva collaborazione
del personale dipendente perché l’iniziativa afferente la costituzione dell’ Archivio
Storico possa realizzarsi nel modo più valido”. L’anno seguente inizia il lavoro
dell’Ufficio chiamato a svolgere un ruolo determinante nel diffondere nell’Azienda
la cultura della conservazione della memoria, anche attraverso l’organizzazione
di tutte le manifestazioni promosse per tale ricorrenza.
Vengono così reperiti – con un appello anche a tutto il personale in quiescenza
- cimeli, documenti, testi a stampa e tutto ciò che nel tempo ha contrassegnato
la vita dell’Ente ed era pervenuto, attraverso varie vicissitudini, in possesso
dei dipendenti. Nasce così il primo nucleo dell’ Archivio Storico.
A seguito della privatizzazione dell’Istituto, il 21 novembre 1992, la Soprintendenza
Archivistica per il Lazio dichiara di notevole interesse storico tutta la produzione
documentaria dell’INA. In seguito a ciò ha inizio il censimento di tutti i giacimenti
documentari per la stesura del Massimario di conservazione con relativo regolamento
per lo scarto, che viene approvato dalla Soprintendenza. L’individuazione di tutti
gli uffici produttori delle carte permette l’inventariazione di nuovi fondi e
serie, mentre a seguito di riunioni tra la UNIM-Pirelli (che aveva ereditato il
Settore Immobiliare a seguito di spin off) presente un funzionario della Soprintendenza,
tutta la documentazione degli ex Servizi immobiliari dell’Istituto viene versata
all’ Archivio Storico INA andando a costituire un Fondo. Attualmente sono consultabili
otto Fondi. Tra i ricercatori, ininterrottamente ospitati dall’ Archivio Storico
, anche molti studiosi a livello internazionale. |
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